venerdì 6 novembre 2015

Controtelai isolato

L’elemento “falso telaio” o “contro telaio” o “cassa matta” spesso non viene infatti preso in considerazione in maniera adeguata. In realtà anch’esso svolge un ruolo importante nell’applicazione della finestra. Spesso viene scelto dall’impresa o dal serramentista, puntando su soluzioni semplici ed economiche, che, però, non sono in grado di garantire una bassa trasmittanza.
Il controtelaio può essere impiegato per ogni soluzione tecnica, che si tratti di serramento con cassonetto, con cassonetto esterno, con persiana, oppure con frangisole, risultando sempre in linea con i criteri per edifici a basso consumo energetico ed edifici CasaClima. Pensiamo al caso di una finestra dalle prestazioni tecnico-funzionali eccezionali, con prove di tenuta e isolamento ottimi, che però non risulta posare correttamente o viene addirittura montata su un controtelaio metallico-i classici tubolari in ferro che peggiorano la trasmittenza tecnica del nodo applicativo-oppure con un falso telaio in legno, suscettibile di imbarcarsi ed incapace di garantire una buona durata negli anni. I valori di laboratorio certificati non corrisponderebbero più a quanto dichiarato dal produttore, con conseguenti contenziosi tra impresa, produttore/rivenditore e cliente finale. La posa in opera rappresenta una fase cruciale per il buon esito di un cantiere e per assicurarsi il rispetto delle leggi in vigore(vedi, ad esempio, il DL 311/06). Mentre nel resto d’Europa l’utilizzo del falso è molto limitato grazie a una corretta lettura degli esecutivi, in Italia è una componente costruttiva tipica e diventa oggi elemento di completamento del serramento isolante.

Con il controtelaio isolato oggi questo è possibile: la parte a vista, infatti, è rivestita da materiale isolato per caratteristica intrinseca .